Articolo di Silvana Conte
Co-redatto da Noemi Tomassetti
RIMINI – Alla Ginnastica in Festa 2026 ci sono medaglie che raccontano molto più di una classifica. Dietro ogni podio ci sono anni di allenamenti, momenti difficili, amicizie, fiducia e persone che hanno saputo credere in un sogno. È il caso della Judo Azzurro, società presente da anni sia alla Summer Edition sia alla Winter Edition della manifestazione, che anche quest’anno ha portato a Rimini un gruppo numeroso di ginnaste e una filosofia basata sulla crescita sportiva e umana.
A raccontare il significato di questa partecipazione è stata la coach Greta Alia, che guida il lavoro tecnico insieme a un team affiatato composto da Valeria Raffaella, Silvia Urbani, Federica Torasso e dalle giovani collaboratrici che stanno iniziando il loro percorso da insegnanti.
«Partecipiamo a Ginnastica in Festa perché è sempre emozionante. Lavoriamo tanto durante tutto l’anno ed è giusto che le ragazze possano confrontarsi con ginnaste provenienti da tutta Italia e vivere una soddisfazione a livello nazionale», ha spiegato la tecnica.
Una palestra che diventa casa
Tra le protagoniste dell’incontro c’è stata Nicole, che ha iniziato ginnastica ritmica a quattro anni proprio nella Judo Azzurro.
Per lei la società è molto più di una palestra.
«Vengo sempre in palestra felice. Sono cresciuta qui e adesso sto iniziando un percorso insieme a Greta e Raffa per diventare insegnante e aiutare le bambine più piccole», ha raccontato. Un percorso che le permette oggi di vivere la ginnastica da una doppia prospettiva: quella di atleta e quella di futura allenatrice.
Nicole ha spiegato come questa esperienza la stia aiutando a maturare, comprendere meglio il proprio corpo e trasmettere alle più piccole ciò che ha imparato negli anni.
«Sapere che Greta e Raffa hanno scelto me per aiutarle mi rende molto orgogliosa. È una responsabilità che mi fa crescere e mi fa stare bene.»
Quando il cambiamento porta nuove opportunità
Anche Sofia è arrivata alla Judo Azzurro dopo un’esperienza in un’altra società. Nonostante sia entrata nel gruppo soltanto un anno fa, racconta di essersi sentita subito accolta.
«Mi sento come a casa. Ho ottenuto risultati molto migliori rispetto all’anno scorso e ne sono davvero felice. Greta e Raffa sono allenatrici splendide.»
Parole che confermano quanto il clima creato all’interno della società rappresenti uno degli elementi più importanti del progetto tecnico.
Da atleta insicura a campionessa nazionale
La storia che più ha colpito il pubblico è stata quella di Sveva, arrivata alla Judo Azzurro appena un anno fa dopo esperienze sportive che non le avevano permesso di ottenere i risultati sperati.
La ginnasta ha raccontato di essere arrivata con il desiderio di mettersi in gioco e dimostrare il proprio valore, ma soprattutto con molte insicurezze.
Un anno dopo, il suo percorso ha assunto contorni completamente diversi.
Alla Ginnastica in Festa 2026 è infatti riuscita a conquistare il titolo nazionale all-around su 94 partecipanti e una medaglia di bronzo nella finale al cerchio.
«Non mi aspettavo assolutamente questi risultati. Non ero mai salita su un podio e non avrei mai immaginato una giornata così», ha confessato emozionata.
Sveva ha voluto dedicare il successo alle sue allenatrici.
«Greta e Raffa hanno creduto in me anche quando io non riuscivo a credere nelle mie capacità. Mi hanno sostenuta nei momenti difficili e mi hanno aiutata a rialzarmi ogni volta che pensavo di non farcela.»
Il valore dei momenti difficili
Uno dei temi più interessanti emersi durante l’incontro è stato quello della gestione delle difficoltà.
Alla domanda su come affronti i momenti no, Sveva ha risposto con grande sincerità.
«Non sempre si entra in palestra con la voglia di allenarsi. Però penso sempre che quello che faccio oggi mi renderà migliore domani. Cerco di impegnarmi al massimo anche quando è difficile.»
Un messaggio semplice ma potente, che rappresenta perfettamente il valore educativo dello sport e il percorso di crescita che ogni atleta affronta nel tempo.
Ventuno ginnaste per vivere un sogno
La Judo Azzurro ha scelto di portare alla Ginnastica in Festa ben ventuno ginnaste agoniste, offrendo a tutte la possibilità di vivere un’esperienza nazionale.
«Ci piace che tutte possano partecipare. Alcune ragazze erano arrivate da altre società molto intimorite perché non avevano mai vinto. Oggi una di loro ha conquistato il titolo nazionale e un’altra è arrivata in finale. Per me è un enorme orgoglio.»
Per la coach Greta il risultato più importante non è soltanto la medaglia, ma la crescita personale delle ragazze e la consapevolezza che ogni atleta possa scoprire il proprio valore.
Un esempio anche per chi resta a casa
La presenza delle agoniste a Rimini diventa un riferimento importante anche per le bambine dei corsi che seguono il percorso della società da lontano.
«Le aggiorniamo ogni giorno sui risultati. Per noi il corso non significa semplicemente avere delle iscritte, ma rappresenta una formazione verso l’agonismo. Speriamo che tutte le bambine possano un giorno vivere l’emozione di partecipare a una Ginnastica in Festa.»
Un messaggio che racconta bene la filosofia della Judo Azzurro: costruire una comunità nella quale ogni atleta, indipendentemente dall’età o dal livello tecnico, possa sentirsi parte di un progetto comune.
E forse è proprio questo il segreto di una società che continua a crescere anno dopo anno: trasformare una palestra in una seconda casa, dove le medaglie sono importanti, ma le persone lo sono ancora di più.
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