Dalle categorie Youth ai Junior fino ai Senior, 18 atleti rappresenteranno l’Italia nel Mondiale di casa a Pesaro per l’Acrobatica. Cinque anni dopo Pesaro 2021, la Ginnastica Acrobatica italiana torna nella stessa città con una squadra più completa, nuove generazioni, medaglie internazionali e storie costruite tra amicizia, difficoltà, fiducia e anni di lavoro condiviso.

Quando Pesaro accolse la Ginnastica Acrobatica europea nel 2021, l’Italia viveva una fase molto diversa del proprio percorso. Era il periodo della ripartenza dopo il Covid, in una competizione disputata senza pubblico sugli spalti, ma capace, nonostante le limitazioni, di creare un ambiente unico e un forte senso di comunità tra atleti, tecnici e appassionati.

Cinque anni dopo, Pesaro ritrova un movimento profondamente cambiato. Il Team Italia arriverà ad AcroPesaro 2026 con 18 atleti, distribuiti tra Youth, Junior e Senior, mostrando una continuità che rappresenta uno dei segnali più significativi della crescita della disciplina nel Paese.

Una crescita costruita nel tempo attraverso il lavoro di Erica Loiacono e Marco Palella, insieme a tecnici, società e atleti che negli anni hanno contribuito a dare struttura al movimento italiano. Oggi Erica è Direttrice Tecnica Nazionale della Ginnastica Acrobatica, mentre Marco Palella è coach, giudice internazionale e membro del Comitato Tecnico di Ginnastica Acrobatica di World Gymnastics.

Per Erica, però, il valore di ciò che è stato costruito non è soltanto nei numeri. È nella coesione di una squadra che negli anni ha imparato a lavorare insieme, a creare amicizie e a vivere anche fuori dalla palestra un percorso comune.

“Siamo questi qua che vedete, lavoriamo insieme e siamo felici di quello che riusciamo a produrre insieme.”

Entrare nel Team Italia è soltanto l’inizio

La Ginnastica Acrobatica resta una disciplina numericamente più piccola rispetto alle sezioni olimpiche più consolidate della ginnastica italiana. Una realtà che può rendere meno forte la concorrenza interna per conquistare un posto in Nazionale, ma che cambia completamente quando si arriva sulla scena internazionale.

Lì l’Italia incontra Paesi con movimenti molto più grandi e atleti cresciuti in contesti dove già la selezione nazionale richiede una competizione interna elevatissima.

Per Erica, quindi, arrivare nel Team Italia rappresenta una grande opportunità, ma non un punto d’arrivo.

“Entrare è bello, ma poi bisogna lavorare molto.”

Ed è proprio questo lavoro che oggi si può leggere nelle storie delle diverse combinazioni che rappresenteranno l’Italia a Pesaro.

Coppia Femminile Junior — Sofia D’Errico e Camilla Poerio: sorelle per scelta

Sofia D’Errico e Camilla Poerio sono uno degli esempi più chiari di ciò che significa costruire una combinazione nel tempo.

Lavorano insieme dal 2021 e in cinque anni hanno attraversato diverse fasi della loro crescita, partecipando a Europei, Mondiali e numerose competizioni internazionali. Nel loro percorso sono arrivate anche tre medaglie di bronzo ai Campionati Europei Junior 2025 in Lussemburgo, conquistate nel Balance, nell’All-Around e nel Dynamic.

Eppure, quando Sofia racconta questi cinque anni, non sono soltanto le medaglie a emergere. Alcuni dei ricordi più importanti sono quelli apparentemente più semplici: stare insieme in palestra, allenarsi ogni giorno e crescere condividendo una parte importante della propria vita.

Camilla individua proprio nei Campionati Europei uno dei momenti che raccontano meglio la loro storia: essere arrivate preparate e riuscire a esprimere in gara ciò che avevano costruito nel lavoro quotidiano.

La loro sintonia è diventata così evidente che spesso viene chiesto loro se siano davvero sorelle.

Sofia sorride davanti alla domanda. Non lo sono per nascita, ma dopo cinque anni insieme ha trovato una definizione ancora più significativa:

sorelle per scelta.

La coppia è seguita da Erica Loiacono e Marco Palella. Proprio Erica vede nei percorsi lunghi come questo uno degli elementi fondamentali della crescita: arriva un momento in cui atleta e allenatore condividono talmente tante esperienze e conoscenze da riuscire quasi ad anticipare reciprocamente pensieri e necessità.

Coppia Femminile Youth — Sofia Petroccione e Ginevra Ludena Palma: imparare a vivere insieme le emozioni

Tra le Youth, Sofia Petroccione e Ginevra Ludena Palma stanno già costruendo il proprio bagaglio di esperienze nazionali e internazionali.

Per Sofia, essere parte della coppia significa anche imparare a gestire le emozioni. Ogni gara porta sensazioni differenti, ma l’istante dell’ingresso in pedana conserva qualcosa di unico e difficile da descrivere.

Ginevra guarda invece ai tre anni trascorsi insieme e vede soprattutto la crescita costruita dentro e fuori dal campo gara.

La coach Martina Carbognani individua nell’intesa uno dei punti di forza della combinazione. Le esperienze vissute insieme hanno rafforzato ulteriormente il legame tra le due e, secondo l’allenatrice, proprio quel feeling rappresenta una delle basi sulle quali continuare a costruire il futuro.

Coppia Mista Youth — Simone Angiolicchio e Federica Camani: fiducia e voglia di migliorare

Nella Coppia Mista Youth, Simone Angiolicchio e Federica Camani mettono al centro del proprio percorso il rapporto costruito in questi anni di lavoro insieme.

Simone indica proprio quel legame come una delle cose di cui è più orgoglioso. Ogni competizione porta con sé emozioni e obiettivi differenti, mentre l’affetto reciproco rende più sereno anche il lavoro quotidiano.

Federica trova nella conoscenza della coppia una fonte di tranquillità quando arriva il momento di entrare in pedana: sanno quello che possono fare, conoscono il proprio lavoro e riescono ad affidarsi l’uno all’altra, anche quando qualche elemento più complesso porta con sé un po’ di tensione.

La coach Elena Brambilla vede oggi due atleti molto diversi da quelli incontrati all’inizio del percorso. La crescita tecnica è evidente, ma ciò che la rende particolarmente orgogliosa è soprattutto il loro modo di lavorare: la ricerca continua di un passo in più, di un dettaglio migliore, di un’esecuzione sempre più precisa.

È quella che Elena definisce la loro “fame” di arrivare e di fare bene.

Simone porta con sé anche un’altra responsabilità: essere uno dei ragazzi che possono contribuire ad avvicinare altri giovani uomini alla Ginnastica Acrobatica. Lui stesso, però, sottolinea quanto tragga ispirazione dalle proprie compagne e dagli altri atleti che vede lavorare ogni giorno.

Gruppo Femminile Youth — Claudia Amatomaggio, Chen Li e Gaia Gammella Carelli: recuperare, collegare, crescere

Nel Gruppo Femminile Youth, Claudia Amatomaggio, Chen Li e Gaia Gammella Carelli raccontano tre aspetti diversi della stessa combinazione.

Per Claudia, il percorso verso Pesaro è passato anche attraverso un’appendicite improvvisa. Uno stop inatteso che ha richiesto un intenso lavoro di recupero per tornare al livello necessario per affrontare il Mondiale.

Avere davanti l’obiettivo di Pesaro ha dato ancora più forza a quel percorso.

Chen Li, nel ruolo centrale del trio, racconta invece una posizione che va molto oltre il semplice collegamento tecnico. Significa essere attenta contemporaneamente a ciò che succede sopra e sotto, ma soprattutto costruire un rapporto fatto di fiducia, ascolto e capacità di adattarsi alle diverse situazioni.

È quasi la rappresentazione perfetta di ciò che rende particolare l’Acrobatica: nessuno può riuscire davvero da solo.

Per Gaia Gammella Carelli, il ricordo più prezioso non è legato a una singola gara. È la possibilità di crescere insieme, sostenersi e portare con sé non soltanto risultati, ma esperienze destinate a rimanere nel tempo.

Elena Brambilla accompagna anche questo gruppo e nel lavoro coreografico cerca di trasformare la coesione tecnica in qualcosa che possa essere percepito anche dal pubblico: movimenti sempre più sincronizzati, puliti, ampi ed espressivi, capaci di mostrare non soltanto ai giudici, ma anche agli spettatori, la bellezza e la gioia dell’esercizio.

Gruppo Femminile Junior — Alice Cavalieri, Giulia Meroni e Aurora Giuliano: la resilienza come identità

Quando Alice Cavalieri ha iniziato a lavorare con Giulia Meroni e Aurora Giuliano, la prima sfida è stata anche personale.

Le compagne avevano già alle spalle un percorso di selezione e Alice inizialmente non sentiva di essere allo stesso livello. La risposta è stata lavorare giorno dopo giorno per migliorare e trovare il proprio spazio nella nuova formazione.

Con il tempo, la combinazione è diventata un progetto realmente condiviso.

Per Giulia Meroni, Pesaro rappresenta prima di tutto un obiettivo di squadra: in un trio non esiste una vittoria individuale, perché il risultato appartiene alla combinazione.

Aurora Giuliano racconta invece la sicurezza che trova nelle compagne. Con Giulia esiste un rapporto costruito già negli anni precedenti; Alice ha portato alla nuova formazione sostegno e una presenza capace di farla sentire protetta anche durante il lavoro quotidiano.

La coach Marta Rigon conosce bene il peso di questo percorso. Il lavoro tecnico è stato interrotto anche da un infortunio di Giulia, ma proprio nelle difficoltà l’allenatrice ha visto emergere la caratteristica più forte del trio: la capacità di rialzarsi.

Negli anni, spiega, le tre hanno costruito sicurezza, determinazione e una mentalità fortemente orientata verso l’obiettivo.

“Non mollano mai, in qualsiasi situazione.”

Gruppo Femminile Junior — Sofia Bersani, Maddalena Masi e Martina Gamba: trovare subito il senso di appartenenza

Il secondo Gruppo Femminile Junior ha una storia più recente.

Sofia Bersani è entrata nella combinazione con Maddalena Masi e Martina Gamba nel giugno 2025, arrivando da una categoria inferiore.

Avrebbe potuto sentirsi fuori posto. È accaduto il contrario.

Sofia racconta che le compagne non l’hanno mai fatta sentire inferiore e questo ha permesso alla nuova formazione di integrarsi rapidamente.

Maddalena Masi ha trovato in Sofia diverse similitudini fisiche e caratteriali che hanno reso il trio più armonioso e naturale anche nel lavoro quotidiano.

Martina Gamba trova invece sicurezza in qualcosa di molto concreto: ciò che accade ogni giorno in palestra. Quando gli esercizi riescono con continuità durante gli allenamenti, prima della gara bisogna ricordarsi del lavoro fatto e lasciare da parte l’ansia per riuscire semplicemente a mostrarlo.

Anche in questo caso la coach è Elena Brambilla, che allarga il ragionamento oltre la singola combinazione. Quando si costruisce un nuovo gruppo, spiega, non basta mettere insieme ginnaste tecnicamente e fisicamente compatibili. Bisogna guardare anche l’attitudine, la voglia di lavorare, la disponibilità a mettersi in gioco e soprattutto la capacità di condividere una stessa visione.

Gruppo Femminile Senior — Elisa Machieraldo, Alessandra Scarabottolo e Gaia We Lisco: tornare a Pesaro con occhi diversi

Se c’è una formazione che rende immediatamente visibile il tempo trascorso dal 2021, è il Gruppo Femminile Senior formato da Elisa Machieraldo, Alessandra Scarabottolo e Gaia We Lisco.

Elisa era già stata a Pesaro cinque anni fa. Oggi torna da Senior, con compagne diverse, in una categoria diversa e davanti a emozioni completamente nuove.

“Qualche anno fa non avevo la minima idea che avrei avuto la possibilità di tornare a fare i Mondiali in casa.”

La palestra sarà la stessa. L’atleta, inevitabilmente, no.

Per Alessandra Scarabottolo, le tante esperienze nazionali e internazionali hanno lasciato qualcosa che va oltre la preparazione tecnica: la capacità di gestire le emozioni, aiutarsi e arrivare a conoscersi al punto da capirsi anche senza bisogno di parlare.

Gaia We Lisco porta invece dentro il racconto una difficoltà che il pubblico raramente vede. Le tre arrivano da luoghi diversi e costruire la combinazione richiede anche un importante sforzo organizzativo. Non è sempre facile, ma la passione per questo sport le ha spinte a cercare di dare il massimo in ogni allenamento e a continuare a inseguire gli obiettivi comuni.

Il gruppo è seguito da Monica Casagrande e Mara Rapetti. Durante la live Mara non era presente e Monica ha raccontato ciò che, ai suoi occhi, rende oggi riconoscibile questa formazione.

Quando Elisa, Alessandra e Gaia entrano in pedana, la loro caratteristica più evidente è la coesione. Non sembrano tre atlete separate con obiettivi diversi.

Sembrano un tutt’uno.

Quando qualcuno apre la strada: Edoardo e Ariana

Parlando della crescita dell’Acrobatica italiana, Erica torna inevitabilmente anche a Edoardo Ferraris e Arianna.

Sono diventati il simbolo di ciò che può accadere quando un percorso iniziato nelle categorie giovanili viene accompagnato nel tempo: le prime grandi conquiste europee e il primo titolo mondiale italiano hanno dato al movimento risultati concreti, ma soprattutto una nuova percezione delle proprie possibilità.

Erica ricorda però che anche quei risultati hanno radici più profonde. Prima di Edoardo e Arianna, altre coppie miste avevano lavorato, gareggiato e aperto la strada, senza necessariamente riuscire a raccogliere personalmente tutto il frutto di quel lavoro.

Edoardo e Arianna hanno fatto qualcosa di fondamentale per chi è arrivato dopo: hanno mostrato che un traguardo che sembrava appartenere soltanto alle grandi nazioni dell’Acrobatica poteva diventare anche italiano. “È possibile anche per noi.”

“Abbiamo iniziato dal nulla”

Guardare oggi questo Team Italia significa anche ricordare da dove è partito il movimento. Erica Loiacono e Marco Palella hanno iniziato insieme, giovanissimi, quando la Ginnastica Acrobatica italiana non disponeva ancora della struttura, delle opportunità e della visibilità che può contare oggi.

Da quel punto di partenza, sostenuto soprattutto da passione, disponibilità a mettersi in gioco e dalla convinzione che ciò che si decide di fare vada fatto bene, il percorso è cresciuto passo dopo passo: l’ingresso nella Federazione Ginnastica d’Italia, la direzione tecnica, lo sviluppo delle società e delle strutture, gli incarichi internazionali, l’organizzazione dei Campionati Italiani, gli Europei e infine la possibilità di ospitare un Campionato del Mondo.

Oggi Erica Loiacono è Direttrice Tecnica Nazionale della Ginnastica Acrobatica, mentre Marco Palella è coach, giudice internazionale e membro del Comitato Tecnico di Ginnastica Acrobatica di World Gymnastics.

Un percorso costruito nel tempo, fino a portare l’Acrobatica italiana dal primo nucleo di lavoro a un Mondiale in casa.

Per questo AcroPesaro 2026 rappresenta molto più di un appuntamento agonistico. È la possibilità di mostrare a un pubblico più ampio una disciplina spettacolare e, contemporaneamente, rendere visibile tutto ciò che esiste dietro quei pochi minuti trascorsi in pedana.

Dietro ogni atleta c’è anche una famiglia

C’è infine un elemento che attraversa praticamente tutte queste storie: la famiglia.

Per Elena Brambilla, i genitori iniziano a vivere il progetto nel momento stesso in cui allenatori e atleti decidono di intraprendere un percorso verso l’alto livello.

Sono loro a sostenere allenamenti, spostamenti, difficoltà, decisioni e anni di sacrifici che quasi mai entrano nell’inquadratura di una gara.

“Se la famiglia non ci supporta, non faremmo neanche un quarto di quello che riusciamo a realizzare.”

Con il tempo, per gli allenatori, anche i genitori finiscono inevitabilmente per diventare parte del Team.

Ed è forse proprio qui che il cerchio tra Pesaro 2021 e Pesaro 2026 si chiude.

Cinque anni fa, nella ripartenza dopo il Covid, il pubblico non poteva essere sugli spalti e creare un contatto tra gli atleti e chi seguiva da casa diventò ancora più importante. Fu proprio in quell’occasione che nacque un progetto di interviste in diretta su Instagram, ideate e realizzate da Silvana Conte per il Comitato Organizzatore Locale, con atleti e protagonisti delle diverse delegazioni.

Un formato di racconto diretto che, in quel momento, non era presente nelle competizioni nazionali o internazionali e che permise di creare un collegamento tra il pubblico e gli atleti proprio quando la presenza fisica sugli spalti era impossibile. Le interviste aprirono una finestra non soltanto sugli esercizi, ma sulle persone, sulle emozioni e sulle storie dietro ogni formazione.

Cinque anni dopo, AcroDream riprende anche quel filo, ma in uno scenario completamente diverso: questa volta il pubblico potrà finalmente essere sugli spalti, incontrare quella generazione che nel frattempo è cresciuta e conoscere quella nuova che si prepara a scrivere il capitolo successivo.

La Vitrifrigo Arena sarà ancora lì. Il Team Italia, invece, sarà profondamente cambiato.


ACROPESARO 2026 — INFORMAZIONI UTILI

World Youth Competition & Junior World Championships
17–20 settembre 2026

Senior World Championships
24–27 settembre 2026

Vitrifrigo Arena — Pesaro, Italia

40 Paesi attesi per una delle più grandi celebrazioni mondiali della Ginnastica Acrobatica.

Biglietti esclusivamente online tramite Vivaticket.
Non sarà presente una biglietteria tradizionale per l’acquisto dei ticket all’interno dell’arena.

Disponibili pacchetti hotel + biglietto, per chi desidera soggiornare a Pesaro e vivere da vicino l’esperienza dei Campionati del Mondo.

A questo link il sito ufficiale dell’evento.

La nuova generazione del Belgio è pronta per AcroPesaro 2026