La 16ª International Aerobic Cup di Plovdiv ha regalato all’Italia un bottino di tre medaglie — l’argento nell’Aerobic Dance, la doppietta oro–argento negli individuali maschili con Manuel Garavaglia e Ferdinando Rusu, e il bronzo della coppia mista Maria Mautone–Ferdinando Rusu — che rafforza la sicurezza del team. Una squadra giovane, in crescita, che nel confronto con le migliori nazioni europee ha trovato stimoli e nuove certezze in vista dell’Europeo di Ganja, Azerbaijan.
Un test che diventa certezza
«Plovdiv è stato per noi un campo di prova fondamentale» ha osservato Luisa Righetti, Direttrice Tecnica Nazionale. «Molti degli esercizi che ritroveremo a novembre li abbiamo già incontrati qui. Questo aumenta il valore del test e dà più sicurezza ai ragazzi».
Il progetto chiamato Italia
Lo spirito di squadra è stato uno dei punti più forti della trasferta. Arianna Ciucci, Responsabile delle Nazionali Pre Junior e Junior, lo ha descritto così:
«La gara di Plovdiv è stata una tappa del percorso iniziato a gennaio verso l’Europeo. Nei raduni si lavora a ritmi alti, ma niente è paragonabile al confronto internazionale, dove il desiderio di qualificarsi diventa una spinta decisiva. Con i tecnici il dialogo è continuo: siamo parte di un progetto chiamato Italia e ognuno cerca di onorarlo al massimo. L’inserimento della figura del Direttore Sportivo Graziano Piccolo rappresenta un passo avanti importante, perché in gara le esigenze sono tante e ciò che conta davvero è la serenità dei ragazzi».
Persone prima delle medaglie
La spinta del gruppo
Il weekend bulgaro ha restituito l’immagine di una squadra unita e motivata.
«Vedere da vicino gli altri Paesi – ha spiegato la tecnica Federica Schiaffino – è stato uno stimolo fortissimo. Per i ragazzi è stata una motivazione in più: abbiamo un mese per migliorarci e lo faremo con entusiasmo».
«Da allenatore – ha raccontato Emanuele Caponera – si vive ogni esercizio quasi più intensamente che da atleta. I ragazzi hanno saputo trasmettere emozioni e concentrazione, ed è questo che porto a casa».
Anche i giudici hanno tratto beneficio dal confronto. «Vedere dal vivo esercizi di categorie così diverse, dai piccoli ai Senior, è stato un allenamento vero e proprio anche per noi» ha commentato Marina Nieddu, parte del panel.
La delegazione azzurra a Plovdiv
Eleonora Belotti, Lavinia Biasiotti, Ludovica Cereghino, Ginevra Evangelista, Manuel Garavaglia, Maria Mautone, Matilde Miceli, Ilaria Pagella, Margherita Paolucci, Ferdinando Rusu, Giorgia Vannutelli.
Staff: Luisa Righetti (DTN), Federica Schiaffino (tecnico), Emanuele Caponera (tecnico), Marina Nieddu (giudice), Graziano Piccolo (Direttore Sportivo).
L’inno e le emozioni di Plovdiv
In pedana i risultati hanno confermato il potenziale: l’argento nell’Aerobic Dance ha premiato un lavoro corale, il bronzo della coppia mista Mautone–Rusu ha dato la misura della crescita individuale e collettiva, mentre il trionfo negli individuali maschili ha portato l’inno italiano a risuonare nel palazzetto di Plovdiv.
Una spinta in più
Manuel Garavaglia, oro individuale e protagonista anche dell’argento in Aerodance, ha raccontato le sue sensazioni:
«È difficile descrivere tutto. Sicuramente aver vinto l’oro alla COMEGYM mi ha dato più consapevolezza nell’esercizio: ci voleva per avere una spinta in più per arrivare a Plovdiv. Aver vinto ancora qui dà ulteriore motivazione e ovviamente sono contento. L’argento in Aerodance fa parte di questo percorso: tanta motivazione per affrontare al meglio l’Europeo. Nella coppia spiace per l’errore, ma anche questo ci insegna. Ora mi sento più convinto e sicuro per affrontare la prossima sfida».
Tre prove, tre medaglie
Ferdinando Rusu ha portato a casa tre medaglie: argento individuale, argento in Aerodance e bronzo in coppia mista.
«Rappresenta davvero tanto per me: è il frutto di tutto ciò che ho seminato quest’anno. È stato un percorso impegnativo, fatto di tanto lavoro e dedizione, ma alla fine i risultati sono arrivati. Quest’esperienza è stata davvero importante: mi ha aiutato a crescere, soprattutto dal punto di vista mentale. Lavorare con Maria è molto positivo: siamo simili di carattere, e questo rende ogni allenamento più facile e stimolante».
La coppia Rusu–Mautone lavora insieme da luglio: a Plovdiv ha presentato per la prima volta il nuovo esercizio, subito premiato con il bronzo.
Il debutto speciale
Maria Mautone, al suo primo impegno internazionale con la Nazionale, è tornata a casa con due medaglie: l’argento in Aerodance e il bronzo in coppia.
«È stata un’emozione unica: la mia prima trasferta con la Nazionale e già due medaglie. Da bambina sognavo questo momento e ho lavorato duramente per realizzarlo. Sono emozionata e spero di provare ancora sensazioni così. Con Ferdinando lavoriamo bene insieme, siamo simili di carattere e questo ci aiuta tanto».
Una medaglia che parla di tutti
La capitana Ilaria Pagella ha dato voce al gruppo junior:
«Plovdiv è stata una bellissima esperienza: quasi in tutte le categorie siamo entrati in finale. Siamo una squadra molto unita nonostante ci siano persone nuove. Per me è la prima volta come capitano e mi sento onorata ad avere questo ruolo, perché so che gli altri possono vedermi come punto di riferimento. Sono stati ottimi i risultati per l’Aerodance, la coppia (Rusu–Mautone) e i due individuali maschili. Grazie a questa esperienza abbiamo capito su cosa poter migliorare in vista dei Campionati Europei».
L’argento dell’Aerodance
Dopo una qualifica positiva, la squadra si è concentrata al massimo per la finale, riuscendo a conquistare l’argento grazie a una prova corale che ha messo in luce energia e sintonia.
In pedana: Eleonora Belotti, Lavinia Biasiotti, Ludovica Cereghino, Manuel Garavaglia, Maria Mautone, Matilde Miceli, Ferdinando Rusu, Giorgia Vannutelli.
Presente a Plovdiv anche Maria Cristina Casentini, delegato tecnico FIG e vicepresidente del Comitato Tecnico di Aerobica, che ha guidato l’istruzione dei giudici e diretto l’intera competizione come Giuria Superiore.
La Bulgaria ha dunque regalato non solo podi, ma anche la consapevolezza di essere sulla strada giusta: un’Italia giovane, viva, che cresce gara dopo gara e guarda con determinazione al prossimo grande traguardo.
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